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2 nov 2010

Sorgente inquinata, vietato bere: così a Casciago !!!!!!

RIPORTIAMO IL PEZZO PUBBLICATO OGGI SUL VARESE NEWS
INVITIAMO A PRESTARE LA MASSIMA ATTENZIONE !!!

Un bel disastro, fatto da mano ignota e per di più in un punto non precisato nella zona tra Luvinate e il Campo dei Fiori. Il risultato dell’ignoto sversamento di idrocarburi - o così sembra, stando all’odore, in attesa delle analisi più particolareggiate - nella zona nord di Varese ha inquinato le “sorgenti di Luvinate”, quella da cui Aspem trae l’acqua per i comuni di Luvinate e Casciago e per circa il 30% della città di Varese, in particolare la parte nord. Una situazione a cui Aspem ha posto subito rimedio, bloccando completamente le sorgenti stesse in entrata e in uscita. Ma che, per precauzione, darà un bel po’ di disagio a tutta la città.
COS’E’ SUCCESSO
«Abbiamo ricevuto questa mattina intorno alle 8 alcune segnalazioni di utenti della zona di Casciago, Luvinate e Varese Nord che sentivano odore di idrocarburi nell’acqua. Siamo andati a verificare subito e abbiamo immediatamente chiuso le sorgenti in via precauzionale. Dopodichè abbiamo avvertito l’Asl, fatto un prelievo per le prime analisi, e lavorato per cercare di garantire la continuità del servizio» a parlare è l’ingegner Invernizzi, l’esperto di Aspem che ha “diretto le operazioni” causate dall’inquinamento di idrocarburi. «Un inquinamento che non può che essere avvenuto stamattina: noi ieri abbiamo fatto proprio lì la totale pulizia dei filtri ed era tutto a posto».
Per il momento non è possibile ipotizzare nè la causa nè il luogo di provenienza dell’inquinamento: «Noi abbiamo fermato l’inquinamento all’altezza delle sorgenti di Luvinate, ma lì arriva acqua proveniente anche dal Campo dei Fiori: l’inquinamento può essere avvenuto ovunque, nell’ambito di quella zona» precisa Luigi Federiconi, assessore all’Ambiente del comune di Varese. E non è possibile nemmeno dire per certo cosa abbia inquinato la falda: «Che siano idrocarburi lo ipotizziamo solo per via olfattiva. Ma dobbiamo attendere le analisi per sapere se si tratta di quello o di altro. Ed è proprio per questo che in via precauzionale consigliamo di non bere acqua nè di usarla per scopi alimentari: almeno finchè non sappiamo di cosa si tratta veramente».
COSA HANNO FATTO
«Innanzitutto abbiamo chiuso le sorgenti, sia in entrata che in uscita- spiega William Malnati, presidente di Aspem- poi abbiamo cominciato ad alimentare l’acquedotto di Varese attraverso gli altri serbatoi cittadini. L’acqua che scorre ora non proviene da Luvinate, dunque: il motivo della indicazione di non bere è che prima della chiusura potrebbe essersi fermata parte della materia inquinante in qualche sacca, che potrebbe rilasciarla in un secondo tempo».
Nel frattempo è in corso di firma l’ordinanza che renderà norma le regole che Aspem consiglia per i cittadini: «L’ordinanza verrà diffusa in giornata con un vero e proprio porta a porta fatto dagli enti interessati» assicura Giorgio de Wolf, vicesindaco di Varese.
Nel corso del pomeriggio, poi, si conosceranno i risultati delle analisi: che potranno precisare meglio il grado di rischio e rendere più circostanziate le indicazioni ai cittadini.
COSA DEVONO FARE I CITTADINI
Innanzitutto, non bere acqua del rubinetto fino a nuovo ordine. E non basta nemmeno usare i filtri che ora sono di moda- dalle caraffe filtranti ai più sofisticati apparati ad osmosi - perchè non selezionano questo tipo di componenti. Oltre a non berla, è importante non usarla per altri motivi alimentari: niente tè o caffè o acqua per la pasta, per intenderci. E’ possibile usarla invece per motivi igienico sanitari: cioè per lavarsi, tirare lo sciacquone, e cose simili.
Queste indicazioni varranno fino ad ulteriori avvisi: non basta non sentire più la “puzza di benzina” nell’acqua per essere certi che non sia contaminata. Armarsi di pazienza, quindi, e orecchie tese: Varesenews si premurerà di avvertirvi al più presto, come faranno anche gli altri canali di comunicazione.
LE ZONE INTERESSATE
Ribadendo il fatto che Aspem ha già chiuso le fonti dalla prima mattina e che quindi questa situazione è puramente precauzionale, queste sono le zone “colpite” dall’inquinamento della falda acquifera: Casciago, Luvinate, la parte nord di Varese. In particolare sono coinvolti i quartieri di Avigno, Biumo, Sacro Monte, parte della Rasa, Sant’Ambrogio, Calcinate degli Orrigoni, Calcinate del Pesce, Mustonate, Masnago, Montello, nonchè le vie Valle Luna, Giordani, Piemonte e parte di via Campiglio. Le altre zone di Varese e gli altri comuni sono serviti di norma da altri bacini di raccolta: non possono perciò essere interessati.

3 commenti:

  1. Non è compito Vostro e non voglio pensare che ci sia del dolo.Ma una controllatina ai vecchi serbatoi di gasolio delle ville insistenti sul massiccio mi piacerebbe ci fosse.

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  2. Complimenti, sempre attenti e puntuali su ogni notizia. Grazie
    Massimo

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  3. vorrei però fare presente che la fontanella del parco pubblico è chiusa dallo scorso autunno e i bambini assetati devono andarsi a comprare l'acqua prima di andare a giocare....

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